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Tra provocazione e censura: nasce il “Reggaetton”, la sfida latina all’Hip Hop

Apr 01 / 2016 12:00AM

  Alla fine del ’99 comincia a Cuba una nuova epoca musicale che cerca di creare nuovi ritmi e melodie e soprattutto nuovi testi, sfruttando l’esperienza unica della musica cosiddetta “popular bailable”, meglio conosciuta in Italia come salsa, timba e tradizionale, ma rinnovando completamente modi, stili e sonorità musicali. Grazie soprattutto all’aiuto morale, e non solo, del maestro José Luis Cortés “El Tosco”, noto artista cubano dalle mille virtù, le nuove generazioni formano gruppi, che basandosi sul successo della musica Hip Hop americana, cercano di copiarne il sound e lo miscelano con i ritmi tipici afro-cubani.     
  
Un mix esplosivo che ha portato gruppi come Orishas e Clan 537 a ricevere riconoscimenti internazionali e a vendere centinaia di migliaia di album. Dalla loro parte, sicuramente il pubblico, ma in quegli anni molti gruppi han dovuto emigrare all’estero per la continua censura di TV e radio cubane che individuavano nei testi una seria minaccia al regime politico, burocratico ed istituzionale. I testi, infatti, erano concentrati sui problemi sociali e sulle varie forme di discriminazione, anche se il contesto a cui si riferivano questi autori spesso era quello internazionale e non solo locale
Quien tirò la tiza del gruppo Clan 537, scritta ed interpretata da Molano MC, è la canzone che rivoluziona la musica dei primi anni 2000, un brano che, pur essendo censurato in tutte le sue forme, diventa il capofila di questa rivoluzione musicale. 
All’inizio, questo genere viene definito Rap Cubano, ma qualche anno fa inizia la fusion anche con il reggae di Panama e Giamaica e nasce il “Reggaeton Cubano”, differenziato dal secondo per i mixaggi cubani di percussioni, fiati e dal piano. 

 
( Candyman , Cubanitos 2002, CLAN 537, Eddy K, Made In Cuba, El Medico, Cubanos En La Red, La Cuadrilla, Clandestinos, Mike Bad Boy, Adriano DJ, TNT, Colaloca, Cosa Nostra, Tecnocaribe e altri sono i gruppi del momento del genere e tutti perseguono la stessa illusione del trionfo.)
Nelle discoteche italiane è ormai noto lo stile reggaeton e piace anche perché non è necessario essere ballerini esperti , l’energia è il fulcro di questo ballo che si diffonde inarrestabile, perché forse la musica è ancora quella “cosa” che non si ferma davanti a barriere e frontiere!  
Paradossalmente è una forma di dance music nata a Porto Rico e a Panamá verso la fine degli anni ottanta, diventata popolare tra i giovani latino-americani all’inizio degli anni novanta, quindi diffusasi tra il pubblico del Nord America, dell’Europa, dell’Asia e dell’Australia durante i primi anni del XXI secolo.
Miscela di musica giamaicana con influenze del reggae e del dancehall, con ritmi dell’America Latina come la bomba e la plena, ed a sonorità tipiche della musica hip hop. La musica è combinata inoltre con il rapping in lingua spagnola. Le influenze di questo genere si sono diffuse alle più ampie comunità latino-americane degli Stati Uniti così come al pubblico del Centro e Sud America. 

 

Le origini del reggaeton rappresentano un ibrido di diversi differenti generi musicali ma nonostante le varie influenze di stile il ha un suo specifico beat ed un suo peculiare ritmo, individuato con il termine “Dem Bow”, derivato dal titolo di una canzone dancehall giamaicana che rese popolare questo tipo di ritmo nei primi anni ‘90. 

 
I testi tendono ad avere influenze più forti nell’hip hop che nella dancehall. Come l’hip hop, il reggaeton è stato causa di una certa polemica, anche se in maniera minore, per via di alcune liriche esplicite e dello svilimento della figura femminile.   

 
Ulteriore polemica è causata dal perreo, movimento tipico del reaggeton dai tratti sessuali espliciti: gambe aperte, molleggio continuo e pose piuttosto osè fanno da padrone. Molti passi non sono specifici, bensì rubati dalla salsa e dal merengue. 
In linea di massima si tratta di mantenere sempre un contatto col partner strusciandosi.

 
Nelle nostre discoteche fra i primi che lo propose con successo fu Seo Fernandez con i Latin Black,   

  

poi Edward Ramos, Chiquito y Dominican Power   fino ai Cuban Flex  

 

che ballano reaggeton a livelli acrobatici tanto da riuscire a portarlo sino su Rai1 il sabato sera a Ballando con le stelle.( Stasera al Woodstock in esclusiva) 

 
Quest’anno anche Sanremo, con il suo Festival della canzone italiana, tradizionale ed un po’ bacchettone per antonomasia, ha accolto le note “spinte” di Ginza,J Balvin sul palco.
 La maggior parte delle band cubane nelle loro canzoni tratta temi come la gioia di vivere cubana, l’amore, il ballo e la festa. Questo è anche ciò che il suo pubblico ama e che nei carnevali, nei party e nelle discoteche accompagna la voglia di far festa.

I gruppi cubani creano continuamente nuova musica e lavorano incessantemente per avere il riconoscimento tra il pubblico internazionale.

Un successo inarrestabile


A Firenze
questo ballo viene insegnato poco e nulla nelle scuole, una delle poche che azzarda un corso di reaggeton cubano puro è La Salsa Cubana.  

 

La maestra Alessandra Rossi spiega, con pazienza,3/ passo per passo, movimento dopo movimento e crea coreografie originali, con tanto di twerk… 😜 provare per credere. 

 

 Corso aperto anche ai maschietti che sono i protagonisti indiscussi del perreo più spinto.. 😜

NikySalsaBlog garantisce: Divertimento assicurato. Provare per credere. Caminaaaaaa   

 

 
 

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