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Salsa cubana e Salsa portoricana “SONO UGUALI”?! intervista a Beppe Idolia con accenni di Pietro Mingarelli

Feb 11 / 2016 12:00AM

“Salsa cubana e salsa portoricana, basta differenze!! Ci sono cosi tante similitudini, abbattiamo le barriere”; cosi afferma  Beppe Idolia, ballerino e maestro della scuola di ballo Damas y Caballeros in risposta all’ articolo nikysalsablog- Mayito Rivera “in linea” , ma perchè?

Beppe sostiene la libertà di espressione che si esprime attraverso il ballo, portando avanti l’idea che ognuno possa ballare lo stile che preferisce sulla musica che preferisce. Ed essendo lui un amante della musica cubana non vuole certo privarsi di costruire coreografie e spettacoli in stile portoricano sulle note di artisti “cubanissimi” come Mayito Rivera, che canta principalmente songò cubani o i Los van van noto gruppo cubano, che lui ama particolarmente.  “Ogni ballerino ha il suo modo di interpretare la musica, che non è codificata a fare movimenti specifici, il ballerino danza ciò che sente,e costruisce coreografie su quello che gli piace indipendentemente dallo stile, perché la struttura melodica della musica è sempre la solita” e continua “la salsa è un unione di stili, quindi smettiamo con le diatribe tra cubano e portoricano”.

Beppe mi racconta che i suoi maestri,i fratelli Mingarelli (che hanno ballato con loro lo show in Capannina a Viareggio lo scorso 30 gennaio, conoscono di persona lo stesso Mayito, che canta il pezzo su cui hanno montato lo spettacolo), anche loro sono per la libertà di espressione e fusioni di stili e di musica, la stessa Yuseli, cubana di nascita, insieme al marito Pietro, hanno fondato un gruppo musicale composto da musicisti cubani.

Pietro mi illumina anche informandomi che molti musicisti cubani sono allievi suoi e che imparano a suonare la clave da lui e sua sorella. Sostenendo a gran voce la libertà di interpretazione e affermando che il Son cubano ha diverse sfaccettature di stile, che ognuno può interpretare a “suo modo”.

Riporto anche alcuni estratti della nostra conversazione avuta in chat in questi giorni, dove Pietro afferma (senza lui tenere conto che io ho ripetuto più volte di essere un allieva in formazione): 

“In realtà le ho risposto solo che non vuole capire,se Alfredo de la Fe chiede a me di ballare un pezzo mi chiede di ballarlo a modo mio.

Io sono perfettamente d’accordo con “fusion sin confusion” (frase che io gli faccio presente essere sostenuta da un autorevolissimo esponente del folklore cubano in Italia  a Cuba ) è vent’anni che ho una federazione dove esistono le gare di stile cubano e portoricano, per tante leggende metropolitane, ma perché soprattutto i ballerini di stile cubano facevano un abuso di folklore soprattutto rumba e afro ballando la salsa.

Io sono totalmente contrario alla confusion che c’è oggi cioè soprattutto tanti saltimbanchi che ballano,ma ci deve essere la libertà di interpretazione.

Il son ha diverse sfaccettature, certo che il mio stile quando ballo in spettacolo deve essere il mio stile e non può essere un Son che si impara in una lezione di ballo e non vuole esserlo.

In quel pezzo ci sono tante parti soliste e alcune in coppia dove non c’è incoerenza musicale o coreografica, questo è il punto del suo articolo lei parla anche di clave di rumba che lì non c’è.

Le faccio un altro esempio La Sonora Poncena, cioè una delle più antiche orchestre di Puerto Rico, suona molti pezzi di autori cubani che sono Son, tutti chiamano quelle canzoni salsa e ballano la salsa, allora secondo lei tutti sbagliano?? “

GIRO LA DOMANDA A VOI LETTORI, PIÙ O MENO ESPERTI….

Detto questo ritengo interessante raccontarvi del maestro Idolia che ha mosso i primi passettini a Firenze nella discoteca “o55”, iniziando poi i primi corsi come insegnante nella sala superiore del Pueblo latino a Calenzano (al momento in ristrutturazione).
  
Il maestro Idolia conosciuti i fratelli Mingarelli, dapprima rimase scettico , abituato a lavorare con esponenti latini, dubitava di coloro che si ritenevano “portatori sani” della salsa in Italia, poi visti danzare dal vivo afferma “ne rimasi cosi affascinato che fu amore a prima vista”. Cosi iniziò, insieme a Simona Canneti, sua attuale ballerina e insegnante nella sua scuol , ed ai ragazzi del gruppo spettacolo che hanno formato, il percorso di studi con questi illustri maestri. Insegnati che vantano esperienze sia in Italia che a Puerto Rico che a Cuba, come si auto referenzia lo stesso Pietro.

Dunque in risposta al mio quesito, da entrambi viene dichiarato che la danza in ogni sua forma è libertà di espressione/creatività, che non dobbiamo dare confini all’arte, e che ognuno balla come meglio crede, sulla musica che più gli piace.  All’unanimità  affermano: “Tutto è concesso, solo il pubblico è sovrano!!” 

 

 

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