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Max ballet in scena con vivacità a ritmo di Boogie-Woogie, danza di libertà!      (CON VIDEO)

Apr 19 / 2016 12:00AM

Quando l’ironia e la semplicità si esibiscono, possiamo solo goderne… 

 Non capita spesso di vedere nelle sale delle discoteche latine show di Boogie-woogie. La scuola Max ballet si mette in gioco e stupisce tutti con uno show mix di Boogie-woogie, Lindy hop, Charleston, Swing, Shim sham e Tip tap. In scena prima all’Antella(Salsa4ever) lo scorso 19 marzo, e di recente al Woodstock, venerdì appena passato. 

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Alessandra Grasso e Simone Bonanno hanno creato questa coreografia ballando CON la musica e non SULLA musica come ha insegnato loro il maestro/musicista Valerio Perla, cercando di sottolineare passaggi ed accenti.

   

 

Una vera e propria rappresentazione stile musical dove la recitazione, l’espressività ed i costumi sono parte integrante dello spettacolo. Il tutto esibito con semplicità ed ironia così da renderlo comprensibile ed apprezzabile per tutti, anche chi non è esperto in materia rimane estasiato a guardare.. Non a caso il Boogie nasce come ballo simbolo di libertà. 

 

Alessandra, preparatissima, racconta un po’ di storia e fa chiarezza sui tempi tecnici di ballo:

Il Boogie woogie ha una base a 6
tempi, senza pause, e si balla sui tempi forti. La sua base è composta da una serie di due tripli passi e due passi semplici. Che può sia cominciare sull’inizio della frase musicale con il primo triplo passo, a cui segue il secondo triplo passo e poi i due passi singoli, oppure con i due passi singoli a cui seguono i due tripli passi. La differenza con gli altri stili della grande famiglia Swing, è che gli altri balli come ad esempio il Lindy Hop hanno una base a 8 tempi. 

Nasce innanzitutto come stile musicale derivato dal Blues, con una connotazione però molto più veloce e ritmata generalmente sottolineata dal pianoforte, si diffonde soprattutto negli anni ’30 e ’40, ma sappiamo che la diffusione di nuovi stili (sia musicali che di ballo) socialmente affonda le proprie radici molto tempo prima e non avviene all’improvviso. 

Il genere musicale è associato e si sviluppa insieme ad un modo di ballare che sembra abbia preso il nome (anche se a questo proposito non ci sono fonti certe, anzi più supposizioni) da uno dei primi brani di successo “Pinetop’s Boogie Woogie” del ’28 di Clarence Smith, dove il testo della canzone spiegava proprio come eseguire i passi della danza.

Sia il genere musicale che il ballo ad esso legato si diffondono anche in Europa in concomitanza della fine della guerra, proprio grazie alle truppe dei soldati americani che avevano liberato tutti dall’oppressione, visti appunto come portavoce di libertà e di rinascita, economica e culturale. 

Il Boogie diventa uno stile, una musica in parte improvvisata, e una danza non strutturata, influenzata dalla commistione di stili diversi (Charleston, Swing, Lindy, Tip tap), e prende campo grazie alla sua carica di vitalità ed al suo ritmo, che era capace di trasmettere libertà. In quel particolare momento storico ne diventa appunto il simbolo. 

Le caratteristiche di questo tipo di ballo che a mio avviso ne rendono in modo migliore l’essenza, sono la musicalità molto ritmata e vivace, che si presta ad un tipo di interpretazione molto energica e coinvolgente che ha spesso una connotazione ironica. 

Una danza sinonimo di libertà, entusiasmo, ed energia. Quasi un antidepressivo…. Che dire!? Viene solo voglia di buttarsi!! 

 

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