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Dalle Olimpiadi ai migliori ballerini al mondo: la storia della ragazza in sedia a rotelle

Giu 23 / 2017 12:00AM

Ha sempre voluto salire sulle punte ma una malattia canaglia l’ha costretta su una sedia a rotelle. Fattore che però non l’ha mai limitata, anzi. Sembra uno stimolo continuo.

“Ho sempre odiato i limiti, anche quelli che la vita mi ha imposto, per questo “spingo” sempre più avanti: se posso arrivare a due perché non arrivare a tre?”. Con questi propositi Valeria affronta la vita ogni giorno sebbene il caso abbia deciso di privarla dell’uso delle gambe.

Valeria Mannori è una ballerina, in sedia a rotelle dalla nascita. Ha 32 anni, vive a Prato con i suoi genitori, ed è prossima ad andare a convivere con il fidanzato Matteo. Lui la accompagna ad ogni serata. Compagni di vita e di pista. E proprio in pista lui le ha anche chiesto di sposarla.

Quando entri nella sua casa e la vedi saltare giù dal divano per salire a bordo dell’altra “compagna”, la carrozzina, quasi si dimentica la sua disabilità.
La spina bifida l’ha privata di una parte della colonna vertebrale, togliendole l’uso delle gambe. Nonostante ciò racconta con entusiasmo quanta felicità si prova ballando “sospesi” da terra.

Una passione per il ballo esplosa nel 2006 quando l’associazione di disabili di cui faceva parte le propose di partecipare alla coreografia di apertura delle paraolimpiadi di Torino. Valeria senza farselo ripetere due volte, parte. Va in ritiro per oltre 20 giorni per prepararsi a questa avventura, senza sapere che da quel momento la sua vita sarebbe cambiata. La passione per la musica e i volteggi l’avrebbero avvolta. Trascinata.

La conoscono tutti nelle piste salsere, non a caso la sua gioia di vivere l’ha portata a ballare con i migliori artisti del caraibico. Vuole vivere la vita a pieno, senza limitazioni. Dove noi arriviamo con le gambe lei arriva con le ruote. Quelle ruote hanno visto “frullare” intorno a loro delle vere e proprie star dell’ambiente: Ho ballato con Maykel Fonts, Chiquito, Johnny Vazquez e tutto il suo gruppo di ballerini, Seo Fernandez e altri ancora. Devo dire che nessuno si è contenuto con me, ognuno di loro ha provato a divertirsi senza farmi sentire il “peso” di una piroette sulle ruote”.

Non è però sempre tutto così agevole. Fare fronte agli occhi talvolta incuriositi che si trovano nelle sale da ballo può abbattere il morale di alcuni nella mia stessa condizione. Ma non me. Gli sguardi a volte pesano, anche se penso che la curiosità sia lecita se priva di morbosità”.

Con questa forza Valeria decide di intraprendere un percorso di ballo caraibico con la scuola Damas y Caballeros. Da ormai tre anni studia una volta alla settimana, lanciandosi anche sul palco. L’anno scorso ballò uno show di bachata romantica ai Renai con il suo compagno Matteo, mentre a fine mese promette di stupire al fianco del suo maestro Beppe Idolia nel saggio di fine anno. Come tutti ha anche un ballerino preferito, Cristiano, che nomina in continuazione con affetto.

Un amore, quello per il ballo, che l’ha costretta anche a studiare degli escamotage per “salire” qualche scalino: “Ho dovuto modificare i canoni standard del 1,2,3…5,6,7. Ad esempio non riesco a fare un giro completo in 8 tempi, ed anziché girare sul 3 giro sul 5, tornando comunque a tempo di fronte al ballerino. Ho imparato a gestire la musica con qualche “trucchetto”, e con l’aiuto dei miei maestri”.

Una lezione di vita da far girare, come una ruota.

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