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Ballare ha effetti sul cervello: ecco le prove

Mag 22 / 2018 12:00AM

Danzare in modo professionale modifica la struttura cerebrale: le aree della corteccia motoria e uditiva si sviluppano in modo specifico, promuovendo i processi di memoria e la coscienza di sé applicate alla danza, campo di esplorazione ancora giovane ma in rapida espansione. La ricerca è stata condotta dalla neuropsicologa Hanna Poikonen, che ha indagato la reattività delle diverse aree cerebrali in un gruppo di danzatori professionisti durante la proiezione di video contenenti performance di ballo.
I ballerini sono stati sottoposti sia all’ascolto di musica per un tempo prolungato, sia alla continua variazione di generi musicali.
Lo stesso esperimento è stato condotto poi in due gruppi controllo composti rispettivamente da musicisti e da persone comuni, senza alcuna familiarità con la musica.
I risultati mostrano come la pratica del ballo agisca sulle strutture cerebrali e le modifichi in modo estremamente specifico. Inoltre i ricercatori hanno osservato che il cervello dei danzatori è maggiormente sincronizzato sulle basse frequenze theta, ovvero quelle implicate nelle emozioni e nei processi di memoria, fondamentali per le relazioni interpersonali e la conoscenza di sé.
Esplorando le interazioni che avvengono su vari livelli nelle aree cerebrali coinvolte quando si danza, lo studio conferma dunque come la corteccia uditiva e motoria dei danzatori professionisti si sviluppi in maniera del tutto unica. I risultati ottenuti e la metodica utilizzata potrebbero essere il punto di partenza per la valutazione dell’efficacia e lo sviluppo futuro di terapie complementari legate alla danza e al movimento nel trattamento di patologie quali il Parkinson, la demenza, l’autismo e i disturbi dell’umore.

Articolo prodotto nell’ambito del Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza dell’Università di Ferrara

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